Il presidente Fabbro: “Pronti a ripartire. Per questo finale non ci poniamo limiti”

Non conta il problema, ma come reagisci e la Manzanese ha reagito nel modo migliore all’emergenza covid. Ora, superata la crisi, gli orange hanno una voglia matta di ripartire, di ricominciare a divertirsi e a fare punti. 

La squadra di mister Vecchiato non vede l’ora di tornare in campo – il restart è fissato per domenica al “Morigi” nel derby contro il Chions – dopo la sosta forzata che ha fatto saltare i big match contro Trento e Cjarlins Muzane.

“Sono stati giorni impegnativi per tutti noi. Purtroppo siamo stati colpiti improvvisamente da questa situazione. Abbiamo cercato di affrontarla nel modo migliore possibile, focalizzandoci più sulla ripartenza che sul problema in sé” – spiega il presidente Filippo Fabbro – “Quello che è accaduto non possiamo controllarlo. Ora siamo pronti a ripartire con la determinazione di sempre, con l’entusiasmo di riprendere a fare quello che stavamo facendo. Il nostro percorso è ancora lungo”.

Si riparte con una sfida dal grande fascino, il derby regionale contro il Chions. Non ci poteva essere partita migliore dalla quale ripartire?

“Domenica ci aspetta una partita insidiosa. Il Chions cercherà di dimostrare il suo valore e venderà cara la pelle, con qualche motivazione in più essendo un derby. Noi arriviamo determinati e vogliosi di andare a prenderci un risultato importante. Sono sicuro che sarà una bella partita, ricca come sempre di emozioni”.

Stiamo entrando nella parte decisiva della stagione. Come arriva la Manzanese a questo finale?

“Questi ultimi due mesi e mezzo di campionato saranno fondamentali per l’esito del campionato. Il calendario è fitto, ci sono tante partite da giocare da qui alla fine e i punti si fanno sempre più pesanti. Guardiamo con positività a questo finale, siamo determinati a raccogliere i frutti del lavoro fatto fino ad oggi. Siamo soddisfatti del nostro percorso ma non vogliamo assolutamente porci dei limiti. Vogliamo continuare a sognare in grande, senza dimenticare che dobbiamo lavorare ancora tanto per migliorarci. E’ bello, comunque, arrivare a questo punto della stagione con la consapevolezza di poter lottare fino alla fine per un traguardo importante. Penso che ci siano tutti i presupposti per affrontare con gioia queste grandi sfide che ci attendono da qui alla fine”.

Quale obiettivo vi siete posti?

“Dobbiamo dare il massimo per arrivare il più in alto possibile. Più ci avviciniamo alla fine più ogni partita diventa importante. Vero che dobbiamo giocare i due scontri diretti contro il Trento, ma i punti pesano sempre. Questo è un campionato difficile, l’abbiamo imparato. Ogni partita presenta delle insidie. La squadra deve avere la sana ambizione di spingersi oltre i proprio limiti e sognare qualcosa di grande. Alla fine vedremo dove saremo”.

Comunque vada sarà una grande stagione. 

“Sicuramente, sportivamente parlando, è stato un campionato importante e il bilancio sarà in ogni caso molto positivo. Dobbiamo sempre ricordarci da dove siamo partiti un anno e mezzo fa. Abbiamo vinto il campionato di Eccellenza e conquistato la possibilità di partecipare a questo campionato per la prima volta dopo molti anni. Stiamo crescendo molto velocemente, alle spalle però abbiamo un progetto solido e idee ben chiare. Dietro ai risultati sportivi c’è molto altro, lavoro, impegno e sacrificio. Vogliamo migliorarci sempre di più, puntare all’obiettivo al massimo, senza porci limiti, ma con i piedi ben saldi per terra”.

E’ possibile fare calcio in maniera sostenibile?

“La pandemia ha evidenziato ancora di più il carattere professionale della Serie D. Le società hanno saputo far fronte alle problematiche, riuscendo a portare avanti la stagione anche in una condizione difficoltosa. Il danno economico è stato comunque evidente, tutte le società hanno subito perdite importanti. Credo che il calcio sia fatto più di idee e di progetti sportivi che di aspetti economici. Oggi, ancor di più rispetto al passato, è di fondamentale importanza avere un progetto sportivo che sia economicamente sostenibile. Questo è anche la nostra filosofia”.

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Stefano Pontoni